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VISITA DEL CONVENTO

Il Convento è situato nell'Alta Valle del Calore, in un luogo conosciuto un tempo come il "bosco di Folloni". La sua posizione rispetto ai paesi vicini è baricentrica: le principali vie di comunicazione si intersecano proprio al suo ingresso.

- Le 4 Stagioni -

Estate
Autunno
Inverno
Primavera

- La chiesa -

Ombrello ProcessionaleLa chiesa di s.Francesco a Folloni
Nel 1743 Fra Benedetto Carfagno diede inizio alla costruzione dell'attuale chiesa di s. Francesco in sostituzione della cinquecentesca chiesa dell' Annunziata. La facciata dell' Annunziata era rivolta a ponente, questa di s. Francesco, decorata con breccia irpina affaccia a mezzogiorno. La statua marmorea del Serafico Padre fu donata nel 1937 dal principe ereditario Umberto di Savoia, più volte ospite del convento in occasione delle manovre dell'esercito sull' Altopiano Irpino.

La chiesa settecentesca, che richiama la grandiosità ed eleganda dello stile del Vaccaro, colpisce per luminosità e festosa decorazione di stucchi. Eccezionale è il pavimento maioliticato settecentesco. Del '700 tutto l'arredo liturgico: il coro ligneo, il pulpito, i confessionali, gli altari e le pile dell'acqua santa, del 1748 l' organo.

 

L'interno è a croce latina, unica navata con otto cappelle intercomunicanti. Sull' altare delle cappelle troviamotra le altre tele anche, Il perdono d'Assisi, Madonna Icoronata dagli angeli. La chiesa fu consacrata il 18 giugno 1769 da Mons. Francesco Antonio Bonaventura,allora vescovo di Nusco.

 

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- La sacrestia -

Ombrello ProcessionaleIl Complesso Monumentale di s. Francesco a Folloni conserva nella sacrestia numerosi parati che per la preziosità delle sete e delle manifatture costituisce un patrimonio da conservare e da valorizzare. In una relazione stilata dalla Dott. Lucia Portoghesi in occasione della mostra "Le vie della seta" così si esprime in merito:"Troviamo parati ancora cinquecenteschi come quello in broccatello verde e beige con trama di cotone non ritorto, del tutto simile sia tecnicamente che stilisticamente a quello di Forino, che ci indica non solo una comune manifattura ma anche una medesima via di approvvigionamento; molti i damaschi seicenteschi, anche utilizzati nella confezione di piviali, purtroppo rimaneggiati, come spesso accade, da restauri inconsulti. Non sfugge alla nostra ed altrui attenzione, la presenza di parati modesti come quelli provenienti dalla manifattura di damaschi in seta e cotone, sia di prodotti di pregio singolare, lungo l'arco del '700.


Non vogliamo qui dimenticare i parati storici donati nel '33 dagli allora principi di Piemonte, cui la patetica figura di Umberto morto esule, conferisce un romantico fascino. Una buona esemplificazione anche per l'ottocento, completa nel suo insieme questa raccolta".

Sui mobili della sacrestia e sugli stalli del coro abbiamo intarsi di artigiani locali del '700. Su radica di noce e di ulivo spiccano artistici intarsi realizzati con acero bianco dipinto riproducenti figure animali, per lo più uccelli di vario genere. In particolare quelli della sacrestia si posano ora su canestri di frutta ora su coppe che riproducono in disegno i casali di Montella.

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- Il chiostro -

Il Chiostro del Convento di s. Francesco è a due ordini ed è stato realizzato nel cinquecento da maestranze locali in breccia irpina. Quello attuale non è il sito originale poiché durante i lavori di ristrutturazione dell'intero complesso eseguiti a cavallo tra la prima e la seconda metà del 1700 fu smontato dal chiostro della cisterna e situato dove si trova attualmente, occupando la navata della chiesa duecentesca. Il chiostro è molto raccolto ed è apprezzata la sua eccellente acustica, motivo per cui durante l'estate vi si organizzano manifestazioni artistiche di vario genere.

Capitello del secondo ordine
del Chiostro.
Capitello del portico antistante
l'antico ingresso al convento e
alla chiesa.
Particolare recante la data di realizzazione.
I capitelli delle colonne del portico sono tutti diversi.
Particolare della colonna recante lo stemma francescano.

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L'uomo, il tempo. il territorio

"Diego Cavaniglia" è un progetto del Convento, patrocinato dalla Comunità Montana "Terminio-Cervialto" e dalla Provincia di Avellino, che prende spunto dal recente ritrovamento delle spoglie del conte Diego I, evento affascinante e vero e proprio motore del progetto.
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Essere Francescani
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L'accoglienza
Da sempre i frati di S. Francesco accolgono presso i propri monasteri chiunque sia desideroso di fare un'esperienza...

 

 


 

 

Convento S.Francesco a Folloni 83043 Montella (AV)
Padre Guardiano: Fra Agnello Stoia
Telefono: 0827/61218 Fax: 0827/609157
e-Mail: agnus@francescani.it