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LA
COMUNITA'
La Comunità francescana
di s. Francesco a Folloni vive in modo particolare
il carisma dell'accoglienza. Secondo la regola evangelica
di s. Francesco i frati e quanti vogliono vivere un'esperienza
nella Comunità vivono la preghiera, la gioia
di stare insieme e il lavoro manuale.
Noi frati di s. Francesco
abbiamo preso il nome di Ordo Minorum ma fin dal
1250 quelli che abitavano nei grandi Conventi furono
chiamati "Frati della Comunità" o
anche "Conventuali", per distinguerli dai
frati che vivevano negli eremi. Noi frati Minori
Conventuali viviamo in questo luogo dalla sua fondazione
e la Provincia religiosa di appartenenza è la
Provincia religiosa di "Terra di Lavoro",
così come la denominò s. Francesco,
oggi Provincia Religiosa dei Frati Minori Conventuali
di Napoli. Nella nostra lunga storia abbiamo vissuto
molte trasformazioni interne, segno della grande
vitalità del carisma del fondatore, e purtroppo
anche divisioni per cui anche oggi è possibile
cogliere le differenze delle Famiglie francescane
dai diversi abiti che indossiamo. Questo prospetto,
realizzato dai docenti della Pontifica Facoltà Teologica
di s. Bonaventura in Urbe - Roma, traccia in modo
sommario e schematico i momenti più importanti
della storia dell'Ordine fino ad oggi.
La nostra Comunità è formata attualmente
da quattro frati.
Fra Cyrille Kpalafio, dal Congo Belga, fra Roberto Sdino, fra Antonio Vetrano e me, Fra Agnello
Stoia, che attualmente sono il guardiano (S. Francesco
non voleva che nessuno si chiamasse superiore o
priore!). P. Vincenzo, Fra Raffaele, fra Marcus come pellegrini
e forestieri - secondo quello che scrive san Francesco
nella Regola - vivono in altre comunità francescane. Fra Angelo Coronella sta vivendo un'esperienza nella diocesi di Caserta. E P. Gerardo che dorme il sonno dei giusti è più vicino a noi adesso di quanto non lo sia stato in questi anni vissuti insieme.
Viviamo un'esperienza
particolare di vita comunitaria,dedita soprattutto
all'accoglienza. Quando s. Francesco venne a Montella
lasciò nel bosco che cresceva qui intorno
un gruppetto di frati che vivesse tra i briganti,
senza pretesa di convertirli o che altro, solo
perché stessero insieme a loro per mostrare
che Dio non li aveva abbandonati. E così anche
noi accogliamo quanti vogliono vivere un'esperienza
comunitaria per cercare se stessi o per condividere
alcuni giorni di vita con i frati. La nostra vita è semplice,
piegata alla regola evangelica di s. Francesco
che si basa su tre punti fondamentali: la gioia
di vivere insieme, la preghiera e il lavoro manuale.
Non siamo però gli unici abitanti del convento. Una famiglia di barbagianni
abita la cuspide del campanile e ogni anno i piccoli
hanno qualche
problema per il primo volo: finiscono quasi sempre
nelle
nostre stanze o nel chiostro; dopo qualche foto
li riportiamo alla pista di lancio.

Ci sono poi tre cagnoline che sono state adottate dal Convento e ancora alcune arnie con le api. La famiglia cresce!
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