La biblioteca di san Francesco a Folloni

adv - 19/11/2008

“Non est perfecta cognitio sine dilectione” è il motto della biblioteca di san Francesco a Folloni. L’espressione concisa e lapidaria di San Bonaventura da Bagnoregio, frate francescano e dottore della Chiesa, sta a indicare che non si dà una conoscenza perfetta senza la dilezione, termine che nel pensiero bonaventuriano esprime con estrema sintesi la fatica e il processo intimo, appassionato e amoroso dell’intelligenza e della volontà umanatese alla ricerca della verità attraverso i segni luminosi tracciati e scritti nel grande libro che è l’universo creato.

 

La biblioteca “san Francesco” è un importante polo culturale per il Territorio, un’officina di studi e di aggregazione diretta e animata dai Frati Minori Conventuali in collaborazione con giovani volontari. E’ aperta al pubblico, secondo le indicazioni degli orari e del Regolamento, dispone di un catalogo cartaceo per autori, anche consultabile on-line sul Polo SBN della Regione Campania. Promuove studi di divulgazione scientifica, organizza ed ospita convegni di Istituti Culturali, Enti locali e privati.

Ha ereditato una grande tradizione di studi e un importante patrimonio librario in gran parte mutilato e disperso durante le soppressioni degli Ordini religiosi di inizio e fine Ottocento. Fu arricchita di molti volumi dopo la riapertura del Convento nel 1933 ad opera dei fratelli P. Antonio e P. Giuseppe Palatucci, che vi fecero confluire fondi di diversa provenienza. Inoltre P. Antonio Maglione negli anni ’60 ne curò la catalogazione e P. Silvio Stolfi la provvide di molte opere di consultazione generale. Grazie a recenti acquisti di libri antichi e alle donazioni di P. Cristoforo Bove e di privati, è stato ulteriormente incrementato il patrimonio librario antico e moderno.

Il fondo antico ha un notevole valore culturale, ampiamente riconosciuto da studiosi e dalla Soprintendenza ai beni librari della Regione Campania, per la preziosità delle note tipografiche e per le opere edite in Italia e all'Estero dai primi del 1500 a tutto il 1700. Il fondo moderno ha una consistenza di ca. 20.000 volumi, con importanti opere di consultazione generale, collane e monografie che caratterizzano l’indirizzo storico-umanistico della biblioteca.

Dal 1995 i frati hanno destinato alla biblioteca un ampio salone cinquecentesco del Convento (l’antico dormitorio), in attesa che si realizzi un innovativo progetto di allestimento con i fondi europei (FERS), già destinati dalla Regione Campania.

La biblioteca ha al suo attivo diverse pubblicazioni, ed è in preparazione il catalogo delle cinquecentine e seicentine curato dalla Dott. Giuseppina Zappella.