Cosa č Francesco d'incanto
adv - 10/12/2008
Francesco d’incanto è la festa che il Convento dedica a san Francesco. E’ una manifestazione che coniuga spiritualità, arte, musica e gastronomia nella suggestiva cornice francescana di san Francesco a Folloni.
Già dal 1973 la festa liturgica del 4 ottobre è diventata per il Convento di Montella un momento di aggregazione e di festeggiamenti anche civili, i primi in Italia secondo la testimonianza di P. Silvio Stolfi, ideatore e promotore della manifestazione. Agli inizi la festa era semplice: in chiesa, l’esecuzione del “Cantico delle creature”; fuori, una botte di vino e un cantante, giusto che intrattenesse gli spettatori per l’ora dello spettacolo più atteso, lo spettacolo pirotecnico. Dal 1997 fu formato un Comitato composto da laici vicini al Convento che si occupasse, insieme ai frati, di organizzare i festeggiamenti in onore di san Francesco. Il primo comitato era composto da pochissime persone che, fin da subito si dedicarono senza sconti né riserve, per far sì che la festa crescesse e continuasse l’opera di P. Silvio.
Il Comitato non fu l’unica novità. Si pensò di destinare le offerte spontanee raccolte in Montella e nei paesi limitrofi alla realizzazione di opere che rimanessero nel tempo, convinti che i valori francescani della essenzialità e della sobrietà, senza mortificare la realizzazione di una bella festa, rispondessero anche alle esigenze di quanti contribuivano, anche di quelli che mal tolleravano festeggiamenti che non lasciassero segni concreti e sprecassero ingenti somme di denaro. Considerate le difficoltà di far fronte alle spese di manutenzione della chiesa e del convento, parte dei contributi della manifestazione cominciarono ad essere utilizzati per opere che migliorassero i servizi per i fedeli e i pellegrini.
Con il passare degli anni questa esperienza ci ha portato a maturare una svolta, a cominciare dal nome Francesco d’incanto (dal 1999) e ad affidare alle parole di Francesco d’Assisi un tema di riferimento ogni anno, tratto dal Cantico delle Creature. Inoltre la festa si è arricchita di iniziative, le più varie, che le hanno dato un tono sempre più nuovo e diverso, si è estesa a più giorni per permettere a quante più persone possibile di parteciparvi, di visitare gli spazi aperti e allestiti, distinguendo momenti di spettacolo per i giovani, le famiglie, i bambini. In una dimensione di gioia e accoglienza abbiamo dato vita a serate semplici, ma innovative, che di fatto hanno divertito, affascinato e incuriosito il pubblico.
In fondo al viale una croce, e il grande arco accoglie chi viene al convento. Una lapide reca incisa nella dura pietra il tenero ricordo di vite passate nell’amore di Cristo per il bene degli uomini. Un monumento di pietra innalzato a P. Silvio e a tutti i frati che qui sono vissuti e hanno operato. Le architetture di questo luog o raccontano storie di vita, passata e presente: esse sono fronde sempreverdi di quel leccio, otto volte centenario, sotto il quale Francesco si riparò nel lontano inverno del 1222. La spiritualità di cui sono intrise le pietre del convento è la linfa di un’unica radice e, nella diversità delle persone e dei tempi, è una voce palpabile che parla di cose antiche e sempre nuove: il Vangelo, la fraternità, la preghiera, l’operosità; un racconto fatto di parole e di gesti nello stile francescano dell’accoglienza. Il nostro chiostro è il mondo. Basta accogliere proprio tutti e ti accorgi come il mondo passi da queste parti.