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Archivio Storico
Per i più importanti storici del luogo, dal Canonico Ciociola a Francesco Scandone in passato, fino ai contemporanei, è stata ed è tuttora una tappa obbligata la consultazione dei documenti che in esso si conservano, non esclusi gli storici dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali, che hanno prodotto al riguardo molte pubblicazioni, alcune delle quali rare e conservate nella Biblioteca s. Francesco. E' tipico della più genuina Tradizione dell'Ordine dei Frati Minori Conventuali custodire simili tesori e produrre cultura, facendo fruire di questi beni anche i cultori della storia, dell'arte e delle tradizioni. Con il contributo della Soprintendenza Archivistica Campana, si è provveduto alla notificazione e, soprattutto, al restauro di parte di esso.
Archivio del Convento di S. Francesco a Folloni.
Gli stralci documentari che seguono son riportati dal nostro Archivio e riguardano contratti e lavori inerenti la costruzione della Chiesa e del Convento.
Nell'anno 1495, guardiano Fra Pietro Capone di Montella, si cavorno li pedamenti et si fabricò la sagrestia.
( Libro vecchio , 168v).
Nell'anno 1501 furno cavate le pedamenta della Chiesa del Convento, cioè parte di quella. Guardiano il Padre Maestro Michele Pizzafierro di Montella.
( Libro vecchio , 168r).
Cappella di S. Maria Maddalena (famiglia Abiosi)
A dì primo d'Agosto 1502. Guglielmo Abioso dona al Convento uno territorio seminato, dove si dice lo Vatanzano, justa li suoi confini, mediante donatione scritta di sua propria mano, et confirmata, per il servitio della sua Cappella di Santa Maria Maddalena lasciata per il quondam Francesco Abioso suo fratello, mediante donatione nelle scritture del Convento, numero primo, in carta bambace.
( Libro vecchio , 101).
Nell'anno 1510 fu incominciato a fabricare il Refettorio grande, et nell'anno 1529 vi fu posto l'astrico così al detto refettorio come avanti, et al dormitorio et camere di sopra, et nello anno 1521 fu cambiato lo detto refettorio et dormitorio di supra et vi furno poste le astrache all'uno et all'altro.
( Libro vecchio , 168).
Nel anno 1516, nel mese di Aprile, sono poste le correie seu travi grossi et piccoli della intravata dello refettorio grande del convento. (Ivi).
Chiostri del convento
A dì 2 d'agosto 1524
Sono stati fatti li claustri del Convento da Mastro Berardino Storza (sic) della terra di Sanseverino, guardiano del Convento nel detto anno Fra Jacovo di Caposele et Fra Berardino di Cassano, mediante istromento reassunto in carta bergamena nelle scritture del Convento per mano di Notare Pietro Boccuto di Montella.
( Libro vecchio , 105).
A dì 22 di Maggio 1525
S'è fatta la gradiata che va allo dormitorio una con la fabrica et intaglio per mano di Mastro Berardino Strozza della terra di Sanseverino. Procuratore secolare del Convento Cardiletto Gambone di Montella.
( Libro vecchio , 105).
Nell'anno 1527 sono state fatte le lamie avanti il Refettorio grande et le lamie della gradiata con li due archi d'intaglio alli gradi, porte et feneste di detti gradi et Refettorio per mano di Mastro Berardino Strozza della terra di Sanseverino.
( Libro vecchio , 168r).
Nell'anno 1530 sono state intonacate le camere sopra il Refettorio grande, et fatte porte, fenestre et fatto l'intaglio alle fenestre della dispensa del detto Refettorio grande. Guardiano Fra Gio. Paolo Buonanno di Bagnolo.
( Libro vecchio , 168r). Fra Gio. Paolo Buonanno, di Bagnoli Irpino, morì l'11 febbraio di un anno posteriore al 1561.
Il pronao della chiesa con le cinque arcate.
A dì 27 di Novembre 1534.
Mastro Cesare di Bartolomeo promette al Convento fare in detto Convento quattro colonne tonne et due meze colonne tonne di pietra viva bianca per l'atrio avanti la chiesa di esso Convento, et promette di farle di quella grossezza et secondo compete et secondo la proportione che ricerca il loco et ancora fare alle dette colonne li basciamenti [le basi] et altri lavori che vi bisognano, mediante istromento reassunto in carta bergamena nelle scritture del Convento, numero 92, per mano di Notare Paolo Gargano.
( Libro vecchio , 105).
Nello stesso anno fu fatta la porta grande del Refettorio grande et delli claustri.
Postilla marginale : Porte del refettorio et Claustro. (Ivi, 168r).
Nell'anno 1547, guardiano Fra Pomponio Camerlengo, fu fabricata la torretta dalli pedamenti.
In detto anno si cavorno li pedamenti del Depositorio.
(Ivi, 168v). Fra Pomponio Camerlengo, di Montella, morì il 22 novembre di un anno posteriore al 1556.
Nell'anno 1552 fu fabricato il furno del Convento.
( Libro vecchio , 168v).
Nell'anno 1555, guardiano Fra Pomponio Camerlengo di Montella, fu finito il Cellaro, quale si cominciò dalli pedamenti nell'anno 1502. Nell'anno 1555, guardiano Fra Antonio Caruso di Montella, fu fatta la Croce d'argento del Convento, nella quale vi si pose l'argento, cioè parte di detta Croce una tassa d'argento donata per il Re Roberto al Convento.
Postilla marginale : Tassa di argento donata da Re Federico.
( Libro vecchio , 168v-169r). Fra Antonio Caruso morì il 1o marzo di un anno posteriore al 1545.
Cappella di S. Maria di Costantinopoli, dei Carfagno.
Con atto notarile del 15 aprile 1555, rogato dal notaio Gio. Giacomo Frelena, Gio. Battista Carfagno e i suoi nipoti Ferdinando, Prospero e Geronima (figli di Cornelio suo fratello defunto) "si obligorno fabricare a loro spese fra lo spazio di due mesi una Cappella sotto il titolo di Santa Maria di Costantinopoli dentro la chiesa di S. Francesco di Minori Conventuali della Terra di Montella, e proprio vicino al pergamo, alla parte sinistra quando s'entra in detta chiesa, in prospettiva della cappella dei Signori Milone, e per dote di detta cappella, subito che sarà compìta, dare docati 48 al Convento, il quale li debbia ponere in compra di beni stabili o d'annue entrade". Con altro istrumento del 28 aprile 1555 si obbligarono a pagare 20 ducati di oro a mastro Cerrone (?) di Bagnoli "acciò fabricasse la detta cappella".
( Libro manoscritto , 233v-235r).
Nell'anno 1557 fu fatto l'astrico della chiesa del convento.
( Libro vecchio , 168v).
Nell'anno 1560, guardiano il Padre Maestro Michele di Montella, fu fatto il Choro del Convento per mano di Maestro Pietro Antonio di Gierno della città di Campagna et vi furno spesi in tutto, inclusi li legnami et tutte altre cose et fattura, docati 107, tarì 2 et grana 8 et mezzo.
( Libro vecchio , 169r). Fra Michele Pulsaferro, di Montella, fu maestro in S. Teologia, guardiano del convento di S. Francesco a Folloni. Con la collaborazione di altri pii religiosi, nel 1557, diede inizio ai "Conventuali Riformati" (detti volgarmente "Barbanti") che ebbero un primo riconoscimento nel 1560 e più tardi l'approvazione e la protezione di Sisto V (1587) e furono sciolti dopo la promulgazione delle Costituzioni Urbane. Morì il 7 dicembre 1590 circa.
Nell'anno 1562, guardiano Fra Donato Milano di Montella, fu fatto l'incensiero d'argento di peso onze 42 et nell'istesso tempo da detto furno fatti sette calici con le coppe et patene d'argento.
( Libro vecchio , 169r). Il Necrologio della Provincia di Napoli registra a breve distanza di tempo due frati dal nome Donato Milano: il più anziano morì il 15 aprile di un anno posteriore al 1543. Fu guardiano del convento e vi fece costruire, nel 1543, il primo ordine del chiostro. L'altro, anche lui montellese, morì il 16 dicembre di un anno posteriore al 1564. È chiamato Fra Donato Milano junior. Fu vicario del convento di S. Chiara (Napoli) e guardiano del convento di S. Francesco a Folloni (1564).
Nell'anno 1565, guardiano Fra Donato Milano di Montella, fu fatta la porta d'intaglio della chiesa, cioè la porta maggiore.
( Libro vecchio , 169r).
Nel sopradetto anno fu fatto l'inchiancato di pietre d'intaglio della cucina.
In detto anno si cavorno li pedamenti del muro del giardino et si fabricorno vinti sei canne di fabrica et si fé il muro del Ponte nuovo verso il Prato piccolo.
( Libro vecchio , 169v)
Nell'anno 1567, guardiano Fra Donato Milano di Montella, fu fatta l'intempiatura della chiesa et le porte di legname lavorate per mastro Cornelio et maestro Bartolomeo.
In detto anno furno fatte le pietre d'intaglio della Cisterna.
( Libro vecchio , 169v).
Nell'anno 1570 sono state fatte l'intempiature alle camere del Dormitorio sopra il Refettorio grande.
( Libro vecchio , 169v).
Nell'anno 1571 fu fatta la Cappella vicino al Campanile, dove è il Cemiterio, et vi sta il Crocifisso.
Nell'istesso anno fu fatto l'horologio del Convento.
( Libro vecchio , 169v).
Nell'annmo 1573 fu fatta la Croce di pietra di marmo che sta avanti il Convento.
Nell'istesso anno fu fatta la fontana.
( Libro vecchio , 170r).
Nell'anno 1575 si fabricava il campanile, dove l'Università di Montella vi ha posto di carità docati 200, et nell'anmno 1594 fu finito il campanile, guardiano Fra Andrea Paschale di Montella, al quale campanile vi sono di pietre d'intaglio, cioè di lavoro, palmi 10.216 misurato nell'anno 1588, quale intaglio fu lavorato da Mastro Geronimo, Maestro Gio. Jacovo et Mastro Agostino Paschale di Montella fratelli carnali, et d'altri, come ancora la fabrica.
Postilla marginale : Campanile finito et misurato. Le pedamenta furno cavate nel anno 1575, nel mese di Aprile, guardiano Fra Paolo Pascale di Montella.
( Libro vecchio , 170r). Danneggiato dal terremoto del 1694 (l'ottagono superiore), fu restaurato nel 1706 da mastro Biagio Calenna da Nocera. Nell'anno 1575 si cavorno li pedamenti et si fabricò la casa dove stanno li garzoni.
( Libro vecchio , 170r).
Nell'anno 1582, guardiano Fra Paschale Trivisano di Montella, furno fatte le camere del palazzo sopra la sagrestia, come ancora furno fatte l'intempiature, porte et fenestre di dette camere.
( Libro vecchio , 170r).
Nell'anno 1584, guardiano Fra Paolo Paschale di Montella, fu fatto il condutto alla parte dell'hito contiguo con li muri della Chiesa, quale comincia dalla Cappella di S. Berardino et tira per tutto il giardino, et esce fuora al prato piccolo verso il fiume.
Nel detto anno si ferno li pedamenti et si fabricò la stufa, dove si fa il pane, et la barbaria, et furno fatte l'intempiatura, porte et fenestre, et in detto anno si fé la impennata al dormitorio grande.
( Libro vecchio , 170v).
Nell'anno 1588, guardiano Fra Paolo Paschale di Montella, fu finita di fabricare et arricciare la torretta.
( Libro vecchio , 170v).
Nell'anno 1593, guardiano Fra Paschale Trevisani di Montella, fu fatto il condutto che è avanti la Chiesa.
( Libro vecchio , 170v).
Nell'anno 1596 fu fatta la cona della Concettione.
( Libro vecchio , 171r).
Nell'anno 1598 fu fatta la cona del Spirito Santo delli Caponi, et fu pittata per mano di Mastro Antonio seu D. Andrea de Antonio et Salvatore de Aniello indoratore.
( Libro vecchio , 170v).
A dì 15 di decembre 1598. Mastro Gio. Domenico et mastro Gioseppo Gramaglia, padre et figlio, s'obbligano di fare la fabrica dello cortiglio dello giardino et tutte altre opere che s'hanno da fare nel Convento a canna, cioè ogni diecinove canne docati 6, et che detta fabrica sia di ogni perfettione a giuditio di esperti, con darli il Convento extra li docati 6 calce, arena et tutte altre cose necessarie a detta fabrica, mediante istromento per mano di Notare Paolo Boccuto.
( Libro vecchio , 72v).
Nell'anno 1599 furno fatte le tavole del Refettorio grande et il portone dello Cortiglio.
Nell'anno 1599 fu fatto l'arco di pietre d'intaglio del portone.
( Libro vecchio , 171r).
Alcune immagini del materiale archivistico
di proprietà del Convento

I Notai usavano vergare i loro documenti con una sigla personale chiamata "Signum Tabellionis". Quella riprodotta in foto è del Notaio montellese Consalvo Beccuti. |

La Platea di S. Francesco fu redatta dal geometra Sebastiano Guerruccio di Montella tra il 1740 ed il 1741 su commissione del Padre Benedetto Carfagno Dei Frati Minori Conventuali. L'originale si conserva nell' Archivio di Stato di Avellino, mentre questa ne è una riproduzione integrale . |

La costituzione di Benedetto XIII De archivis in Italia erigendis è all'origine Della raccolta dei documenti più antichi ivi presenti |

Dal Libro dei Contratti un documento del 1492. |

Nella Platea sono fedelmente riportate tutte le planimetrie del Convento E dei terreni appartenuti ad esso, dono delle varie famiglie montellesi E dei paesi circumvicini. Tali donazioni venivano da notai nel libro dei contratti E gli impegni da parte dei frati di prelazione o di messe venivano registrate nel Libro dei Legati Pii. |
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